Vino santo del Trentino doc: una storia di tradizione, passione e...pazienza!


Cosa non può assolutamente mancare a Pasqua? Il nostro orgoglio Trentino, l'unico vino presidio slow food in Italia, il Vino Santo Trentino Doc. Un vino dolce per natura che accompagnerà il nostro pomeriggio pasquale sul balcone, o per i più fortunati, nel giardino di casa. Unica accortezza, non confondetelo con il Vin Santo Toscano, a cui manca una "o" nel nome e una ricchezza di aromi e profumi che solo il nostro Vino Santo saprà regalarvi. Cerchiamo di capire perché.

Nasce dall'uva bianca autoctona  nosiola, tipologia che trova la sua massima espressione nella Valle dei Laghi e Toblino, zone con un clima mediterraneo favorevole per esaltarne le caratteristiche tipiche del vitigno. L’etimologia non è certa, ma il nome nosiola potrebbe riferirsi al finale del vino dal gusto amarognolo, che ricorda appunto la nocciola o al colore ambrato degli acini maturi.
Una volta raccolta a ottobre a maturazione tardiva, i grappoli selezionati (solo quelli spargoli, ossia quelli con acini grossi e ben distanziati) vengono portati negli appassitoi e posti su appositi graticci chiamati “arèle” dove resteranno fino al mese di marzo, con un appassimento tra i più lunghi che si conosca per l’uva. Responsabile principale del fenomeno è una muffa nobile, la Botrytis cinerea, un fungo che in determinate condizioni di temperatura, umidità e ventilazione, tipiche dell'area geografica della Valle dei Laghi, aggredisce gli acini favorendo l’evaporazione dell’acqua e la conseguente concentrazione degli zuccheri.

Durante la settimana Santa, le uve vengono spremute e il mosto viene travasato in piccole botti dove inizia una lenta fermentazione naturale. Come ogni cosa bella bisogna armarsi di pazienza e…aspettare! Il vignaiolo attende anche dieci anni prima di imbottigliarlo. Il risultato finale è un nettare ambrato dal bouquet complesso ed elegante, con suadenti profumi di frutta secca, miele e confettura. Il gusto dolce e persistente è sempre ben bilanciato da una buona acidità. Il Vino Santo del Trentino si sposa molto bene a tavola con formaggi erborinati, foie gras e con i dolci secchi della tradizione regionale come la nostra torta di fregoloti.

Possiamo dimenticarcelo anche noi in cantina aspettando di berlo anche tra 
diversi anni. Una delle esperienze più gratificanti nel mondo del vino è infatti
la possibilità di bere Vino Santo di differenti annate, in cui si percepiscono, con la giusta attenzione, caratteri e aromi molto differenti da un annata all'altra.
Un tempo il vino santo era considerato una sorta di medicinale: un corroborante per la dieta dei convalescenti. In questa Santa Pasqua potrà essere il ricostituente giusto per una celebrazione differente da tutte le altre mai passate, lontani dai nostri cari e amici, pazientemente aspettando che tutto questo finirà per riabbracciarci e assaporare la vita di nuovo tutti insieme.

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